Nel 2025 ha preso forma un progetto capace di unire creatività, inclusione e
sperimentazione. Si tratta di “Ricicli Sonori – Paesaggi Musicali per l’Inclusione”,
promosso dall’Associazione Dimensione Volontario e finanziato con i fondi dell’8xmille
della Chiesa Valdese. Un’iniziativa che non è solo un percorso laboratoriale, ma un vero
e proprio viaggio sensoriale e relazionale, costruito passo dopo passo insieme ai suoi
protagonisti.
Fin dai primi mesi del 2025, tra gennaio e giugno, il progetto ha avviato le sue fondamenta
con un lavoro attento di organizzazione, coordinamento e coinvolgimento. È qui che si è
formato il nucleo operativo: un’équipe composta da coordinatore, educatore professionale
e musicoterapeuta, già attivo presso il Centro Diurno “Il Quadrifoglio” di Scerne di Pineto.
Un gruppo che ha saputo trasformare linee guida e obiettivi in un piano concreto, scandito
da tempi, ruoli e strumenti di monitoraggio, mantenendo una costante coerenza con le
direttive progettuali. Quindici ragazzi con disabilità fisiche e cognitive, frequentanti il centro
diurno, hanno preso parte alle attività diventandone i veri protagonisti. Accanto a loro,
educatori, volontari, esperti ambientalisti e un musicoterapeuta: una rete viva, coinvolta
anche attraverso momenti di incontro e condivisione che hanno rafforzato il senso di
appartenenza e partecipazione.
Il cuore pulsante dell’iniziativa ha preso il via da maggio 2025, con l’avvio dei laboratori di
musicoterapia. Incontri settimanali fatti di ascolto, esplorazione e improvvisazione, dove il
suono diventa linguaggio universale e spazio di espressione. Attraverso un approccio
esperienziale e inclusivo, ogni partecipante ha potuto trovare il proprio ritmo,
sperimentando anche la costruzione di strumenti musicali con materiali di recupero: un
gesto creativo che unisce sostenibilità e immaginazione.
Con l’arrivo dell’estate, il progetto si è aperto all’esterno, ampliando i propri orizzonti. Le
“soundscape experience” hanno portato i ragazzi fuori dalle mura del centro, tra natura e
ambienti urbani. Dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano all’Oasi dei Calanchi di Atri,
ogni uscita è diventata un’occasione per ascoltare il mondo, raccogliere suoni, registrare
frammenti di realtà. Esperienze immersive che hanno stimolato curiosità, rafforzato
competenze relazionali e contribuito a rompere barriere, riducendo l’isolamento sociale.
Il percorso si è poi concluso tra novembre e dicembre 2025 con una fase di rielaborazione
creativa. I suoni raccolti, le emozioni vissute, le esperienze condivise sono confluite in un
prodotto finale: un podcast di circa dieci minuti, intitolato “Ricicli Sonori”. Una narrazione
sonora che restituisce il senso profondo del progetto, trasformando il vissuto dei
partecipanti in racconto collettivo.
Accanto alla produzione artistica, non è mancata la volontà di restituire tutto questo alla
comunità. Le attività di diffusione hanno permesso di condividere risultati, valorizzare il
lavoro svolto e sensibilizzare il territorio sul tema dell’inclusione.
I numeri raccontano una partecipazione concreta: 15 beneficiari diretti, 5 volontari attivi, 15
famiglie coinvolte e 5 organizzazioni del territorio. Ma oltre ai dati, ciò che emerge è un
impatto umano e sociale che va ben oltre le cifre.
